
Se dopo la maturità sogni di studiare Medicina, il semestre filtro 2026/2027 è il primo scoglio che ti troverai davanti. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere come funziona, le date, le materie, quanti studenti passano davvero e cosa succede se resti fuori spiegato in modo chiaro. E lo facciamo insieme al dott. Leo Carlo Tuscano, medico chirurgo e fondatore di Eurouniversity, che questa scelta l’ha vissuta sulla propria pelle e ha deciso di raccontarci la sua esperienza e i suoi consigli per gli studenti.
«So che stai già pensando al semestre filtro e a come superarlo. Ma è giusto affrontare questa scelta con i dati in mano, non solo con le speranze: dati alla mano, il rischio di rimanere escluso è alto.» dott. Leo Carlo Tuscano
Dall’anno accademico 2025/2026 il vecchio test d’ingresso a crocette è stato sostituito dal semestre filtro, ufficialmente chiamato “semestre aperto”. Per il 2026/2027 il sistema è confermato: dopo le pronunce del Consiglio di Stato che ne hanno confermato la legittimità, non è previsto alcun ritorno al test di ammissione.
Il funzionamento è questo: ci si iscrive liberamente, senza test preventivo, a un primo semestre universitario comune a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Durante questo semestre si frequentano tre insegnamenti fondamentali e si sostengono i relativi esami, uguali e in contemporanea in tutta Italia. In base ai voti si forma una graduatoria nazionale di merito: solo chi si posiziona entro i posti disponibili accede al secondo semestre di Medicina. Gli altri restano fuori.
Il punto da capire subito è che il numero chiuso non è stato abolito: i posti restano limitati. È cambiato solo il momento della selezione, che ora avviene dopo un semestre di studio invece che con un test prima dell’iscrizione. Attenzione, inoltre: la riforma riguarda le università statali; gli atenei privati (come Humanitas, UniCamillus, Cattolica, San Raffaele) mantengono test di ammissione propri.
Il decreto ministeriale con posti e regole operative per il 2026/2027 è stato pubblicato: le date definitive vanno sempre verificate su Universitaly e su mur.gov.it, ma il calendario indicativo ricalca quello del primo anno. In linea di massima:
Al momento dell’iscrizione dovrai indicare non solo il corso principale e le sedi preferite, ma anche un corso affine (come Biotecnologie, Scienze biologiche o Farmacia): sarà il tuo piano B in caso di mancato accesso. Non è una formalità, quindi sceglilo con attenzione.
I tre insegnamenti del semestre filtro sono Biologia, Chimica e propedeutica biochimica, e Fisica, ciascuno da 6 CFU, per un totale di 18 crediti. I programmi seguono i syllabus nazionali definiti dal Ministero, uguali in tutti gli atenei: per il 2026/2027 il MUR li ha pubblicati aggiornati a giugno 2026, con l’obiettivo di ridurre le sovrapposizioni tra le materie.
Ogni esame si compone di 31 quesiti (15 a risposta multipla e 16 a completamento) da svolgere in 45 minuti, con soglia di sufficienza fissata a 18/30. Ma superare la sufficienza non basta: conta la posizione in graduatoria, quindi l’obiettivo reale è ottenere voti competitivi.
Il primo anno ha mostrato diverse criticità, un calendario molto compresso, poco tempo tra lezioni ed esami, e per il 2026/2027 sono attesi alcuni correttivi: corsi più lunghi (per superare il cosiddetto “semestre compresso”), programmi più mirati e più tempo tra la fine delle lezioni e gli appelli. Particolare attenzione è rivolta a Fisica, la materia che nel primo anno ha creato più difficoltà. L’impianto di fondo, però, resta lo stesso: tre esami, graduatoria nazionale, numero chiuso.
È qui che conviene guardare i numeri senza illusioni. Nel primo anno di applicazione gli iscritti al semestre filtro per Medicina sono stati oltre 54.000, a fronte di 17.278 posti disponibili. Gli idonei per Medicina sono risultati circa 22.700: significa che oltre 30.000 candidati sono rimasti fuori dalla graduatoria.
C’è un dato che colpisce più di tutti: Fisica è stata superata da meno di un candidato su cinque. Numeri che raccontano una selezione durissima, in cui restare esclusi non è sinonimo di scarso impegno, ma spesso solo di posti che non bastano. È esattamente il punto da cui parte il ragionamento del dott. Tuscano.
«Oltre 54.000 iscritti per poco più di 17.000 posti. Stai passando l’intera estate sui libri per poi rischiare di scoprire che il tuo sogno è già finito, o peggio, di ritrovarti in un altro corso di laurea che non hai mai scelto.» — dott. Leo Carlo Tuscano.
Se non rientri in graduatoria, gli scenari sono due, ed è giusto conoscerli in anticipo. Il primo è riprovare l’anno successivo: nel frattempo puoi proseguire nel corso affine indicato all’iscrizione, con la possibilità di veder riconosciuti i CFU già acquisiti (il riconoscimento dipende però dalla valutazione dell’ateneo e non è sempre integrale).
Il secondo, il più frustrante, è rassegnarsi a un corso che non avevi scelto, trasformando un ripiego nella propria strada. Ed è proprio questo lo scenario che, secondo il dott. Tuscano, troppi studenti accettano senza sapere di avere un’alternativa.
Abbiamo chiesto al fondatore di Eurouniversity cosa consiglia a chi si trova davanti a questa scelta. La sua risposta parte dalla sua storia personale: anche lui sognava di diventare medico, e ha trovato una strada diversa da quella del numero chiuso italiano.
«Io mi sono laureato in Romania, in lingua inglese, con un titolo pienamente riconosciuto in tutta Europa. Nessun semestre filtro da superare per poter iniziare a studiare quello che avevo sempre desiderato.» — dott. Leo Carlo Tuscano, medico chirurgo
Il suo consiglio agli studenti è di non ridurre tutto a un’unica prova, ma di informarsi su tutte le possibilità prima di dedicare un altro anno a rincorrere una graduatoria.
«Non perdere altro tempo a rincorrere una graduatoria. Prima di rinunciare o di ripiegare, informati: esiste una strada concreta e riconosciuta per diventare medico.» — dott. Leo Carlo Tuscano
La strada di cui parla il dott. Tuscano è quella di studiare Medicina all’estero. Nei Paesi dell’Unione Europea — la Romania è tra le mete più scelte dagli italiani — è possibile iscriversi a Medicina senza affrontare il semestre filtro: l’accesso è più diretto e legato al percorso scolastico dello studente (le modalità variano da ateneo ad ateneo), il corso si svolge in lingua inglese e si studia in un contesto internazionale.
Il punto decisivo è il valore del titolo: la laurea in Medicina conseguita in un Paese dell’UE è riconosciuta in Italia e in tutta l’Unione ai sensi della Direttiva 2005/36/CE. Questo significa che, una volta laureato, potrai esercitare la professione o accedere alle specializzazioni esattamente come chi ha studiato in un ateneo italiano. Non è una scorciatoia né un titolo di serie B: è lo stesso obiettivo, raggiunto da una porta oggi più accessibile. E se un domani vorrai rientrare, è possibile richiedere il trasferimento verso un’università italiana a partire dal secondo anno.
Se stai valutando questa strada, muoviti per tempo: gli atenei esteri hanno finestre di iscrizione con scadenze proprie, e prepararsi in anticipo fa la differenza. È per accompagnare gli studenti in questo percorso che il dott. Tuscano ha fondato Eurouniversity, l’agenzia di orientamento universitario che segue ogni fase: scelta dell’ateneo, preparazione linguistica, gestione dei documenti, immatricolazione e, in seguito, riconoscimento del titolo in caso di rientro in Italia. Contattaci per una consulenza gratuita con i tutor di Eurouniversity: ti spieghiamo come funziona, quali sono le università e come iniziare davvero il tuo percorso per diventare medico.
Il semestre filtro non è l’unica strada per realizzare il tuo sogno. Prenota una consulenza gratuita con Eurouniversity e scopri tutte le tue possibilità prima di decidere.
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