Via ai nuovi corsi INDIRE per formare 60mila insegnanti di sostegno

corsi INDIRE insegnanti di sostegno 2025

Sono in arrivo i corsi INDIRE 2025 per insegnanti di sostegno: a partire da aprile-maggio, coinvolgeranno 60mila docenti tra precari e insegnanti con titolo estero.

Sommario

L’emergenza sostegno e la risposta del Ministero

Da anni il mondo della scuola italiana vive una carenza strutturale di insegnanti di sostegno. Con l’aumento costante delle richieste da parte delle famiglie e le difficoltà nel reperire personale qualificato, il Ministero dell’Istruzione e del Merito – guidato da Giuseppe Valditara – ha dato il via a un piano straordinario per formare 60mila docenti, di cui 10mila con titolo estero e 50mila con almeno tre anni di servizio su sostegno.

Le attività formative partiranno tra aprile e maggio 2025, e si basano su due decreti (uno ministeriale e uno interministeriale) emanati in attuazione del D.L. 71/2024, convertito con modificazioni nella legge 106/2024.

Cosa prevedono i nuovi corsi INDIRE

Nel dettaglio, i percorsi di specializzazione sul sostegno “INDIRE” sono rivolti a due categorie specifiche:

  1. Docenti con tre anni di servizio su sostegno, anche non continuativi, svolti nei cinque anni precedenti in scuole statali o paritarie, nello stesso grado di istruzione al quale si intende accedere.

  2. Docenti specializzati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo da almeno 120 giorni alla data del 1° giugno 2024, oppure con un contenzioso aperto presso il TAR.

I chiarimenti arrivati dal confronto con i sindacati

Durante l’incontro del 17 marzo 2025 tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del Ministero, sono emerse alcune precisazioni fondamentali:

  • Obbligo del titolo di studio valido per l’accesso al grado scolastico richiesto (ad esempio diploma magistrale ante 2001/2002 o laurea in Scienze della Formazione Primaria per la scuola primaria).

  • Riparametrazione dei costi dei percorsi in base al grado di scuola.

  • Iscrizione esclusiva a uno solo dei due percorsi (art. 6 per docenti con servizio o art. 7 per titoli esteri): non sarà consentita la doppia iscrizione.

  • Armonizzazione delle tempistiche tra i due percorsi.

Fine alle scorciatoie: obbligatorio il titolo specifico

Un aspetto cruciale emerso nel confronto è la necessità di possedere il titolo di studio specifico per il grado scolastico in cui si è maturata l’esperienza su sostegno. Questo per evitare situazioni ambigue, dove docenti con tre anni di servizio alla primaria – ma privi di titolo abilitante – avrebbero potuto accedere alla specializzazione.

Con le modifiche, non sarà più sufficiente avere le tre annualità di servizio, ma servirà anche il titolo di accesso previsto per il grado scolastico. Questo impatterà soprattutto quei docenti che, per carenze di organico, sono stati chiamati a lavorare pur non avendo i requisiti di legge.

Conclusioni

I nuovi percorsi formativi rappresentano una svolta attesa da tempo. Se da un lato si cerca di stabilizzare una parte importante del personale precario, dall’altro si introducono criteri più rigorosi per garantire qualità e competenza nel delicato ruolo del sostegno.

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