Blog / Abilitazioni e Specializzazioni all'estero / TFA Sostegno 2025: gli ostacoli del nuovo bando e le opportunità della specializzazione all’estero

Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 436 del 26 giugno 2025, ha preso ufficialmente il via il X ciclo del TFA Sostegno, ovvero il percorso universitario di specializzazione per diventare docente di sostegno nelle scuole italiane. Il nuovo bando ha messo a disposizione 35.784 posti suddivisi tra le varie università italiane autorizzate. Un numero elevato che conferma l’alta richiesta di insegnanti specializzati da parte del sistema scolastico nazionale.
Ma quali sono le reali opportunità offerte da questo ciclo e quali invece le criticità che gli aspiranti docenti devono valutare prima di iniziare il percorso?
Il TFA è il canale ufficiale previsto dalla normativa italiana per conseguire la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. Anche per il 2025, il percorso resta strutturato in più fasi:
La partecipazione al TFA è subordinata al superamento delle prove selettive e alla disponibilità di posti presso l’ateneo prescelto. C’è il rischio quindi di restare fuori e dover cercare in fretta un’alternativa, soprattutto se il tuo obiettivo è ottenere la specializzazione prima del prossimo aggiornamento delle GPS, previsto per la primavera 2026.
Con il completamento del TFA prima dell’uscita delle nuove graduatorie, infatti, esiste la possibilità concreta di essere chiamati dalle scuole e iniziare ad insegnare già dall’anno scolastico seguente.
Nonostante l’intento formativo del TFA, il modello italiano presenta diverse criticità. La prima riguarda l’accesso vincolato: i test preselettivi rappresentano una barriera d’ingresso significativa, che spesso scoraggia anche candidati preparati.
In secondo luogo, il percorso richiede una frequenza obbligatoria a lezioni, laboratori e tirocini, il che lo rende particolarmente complesso da conciliare con un’attività lavorativa già in corso o con altri impegni personali e familiari.
Le tempistiche, inoltre, sono spesso soggette a ritardi e slittamenti, con conseguente incertezza sulla conclusione del percorso e sull’effettivo inserimento in graduatoria (GPS), soprattutto per chi punta a conseguire il titolo prima dell’aggiornamento previsto per la primavera 2026.
Di fronte a queste difficoltà, un numero crescente di aspiranti docenti valuta l’opzione di conseguire la specializzazione sul sostegno in un altro Paese europeo. Si tratta di un percorso abilitante a livello europeo, come stabilito dalla direttiva UE 36/2005, che garantisce il riconoscimento del titolo anche in Italia, previa presentazione dell’istanza al Ministero dell’Istruzione.
Eurouniversity propone percorsi di specializzazione sul sostegno in Spagna e in Romania, con caratteristiche pensate per chi ha già una vita professionale attiva:
Optare per un TFA all’estero significare scegliere un modello alternativo, riconosciuto e trasparente, già adottato da migliaia di docenti italiani. È una scelta strategica soprattutto per:
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