TFA e INDIRE non bastano: l’Italia sotto accusa per la gestione del sostegno

TFA e INDIRE non bastano: l’Italia sotto accusa per la gestione del sostegno

Il Comitato europeo dei diritti sociali ha accolto il reclamo collettivo n. 200/2021 presentato da Anief, sancendo una dura verità: la gestione del sostegno in Italia viola la Carta sociale europea. Il punto centrale è la mancata stabilizzazione dei docenti specializzati, che mina la continuità didattica per gli alunni con disabilità e mette in discussione l’intero sistema italiano.

Sommario

Violazione della Carta sociale europea: cosa ha stabilito l’Europa

Dopo un’istruttoria durata quattro anni, l’Europa ha riconosciuto la fondatezza delle criticità sollevate nel reclamo Anief. Secondo il Comitato, l’Italia ha violato due articoli chiave della Carta sociale europea:

  • Articolo 10, paragrafo 2: sull’obbligo di assicurare un’adeguata formazione professionale.

  • Articolo 15, paragrafo 1: che tutela il diritto delle persone con disabilità all’inclusione e alla piena partecipazione alla vita scolastica.

Il ricorso sistematico a supplenze annuali sul sostegno, anche per oltre 120.000 posti, rappresenta una prassi strutturale che, di fatto, impedisce la continuità didattica e compromette il diritto allo studio.

TFA e corsi INDIRE: sforzi insufficienti

Negli ultimi anni, lo Stato italiano ha cercato di arginare il problema con misure come:

  • Attivazione dei TFA (Tirocini Formativi Attivi)

  • Corsi straordinari di formazione tramite INDIRE

  • Possibilità di conferma annuale del supplente su richiesta delle famiglie

  • Reclutamento da GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze)

Tuttavia, secondo il Comitato europeo, questi strumenti non risolvono il nodo centrale: l’assenza di una strategia strutturale per l’assunzione stabile dei docenti di sostegno. La precarietà resta la regola, non l’eccezione.

Posti in deroga: un’anomalia da 120.000 cattedre

Uno dei punti più critici è rappresentato dai cosiddetti “posti in deroga”: si tratta di cattedre di sostegno che, pur essendo strutturalmente necessarie ogni anno, non vengono inserite nell’organico di diritto. Questo significa che non possono essere utilizzate per assunzioni a tempo indeterminato.

Il paradosso è evidente: da un lato si formano migliaia di docenti specializzati; dall’altro, non si creano le condizioni per assumerli stabilmente, costringendoli a una carriera precaria e a un ricambio continuo nelle scuole.

Una soluzione strutturale è possibile: i numeri lo dimostrano

Secondo i dati forniti da Anief:

  • Oggi in Italia ci sono circa 40.000 docenti specializzati tramite TFA

  • Nei prossimi cicli si prevede il raggiungimento di 70.000 specializzati

  • Ai TFA si aggiungono i corsi INDIRE, che stanno formando migliaia di nuovi insegnanti

Il sistema sta quindi aumentando in modo significativo la disponibilità di docenti qualificati. Il vero ostacolo non è la carenza di professionalità, ma l’assenza di un piano di stabilizzazione dei posti oggi assegnati in deroga.

Continuità didattica: non basta confermare il supplente

Una delle soluzioni proposte negli ultimi anni è la conferma del supplente sullo stesso alunno o classe, su richiesta delle famiglie. Ma il Comitato europeo è chiaro: non si può parlare di vera continuità didattica finché il docente non è assunto a tempo indeterminato.

Il messaggio è forte: la precarietà non è solo un problema di contratti, ma una questione che tocca direttamente la qualità dell’inclusione e il diritto degli studenti con disabilità ad avere un progetto educativo stabile.

Tempi, scenari e possibili evoluzioni

La decisione è stata trasmessa al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che potrà raccomandare ufficialmente all’Italia di adeguare le proprie politiche. I tempi possono variare, ma l’orizzonte indicativo è il 2028.

Nel frattempo, il Governo è chiamato a intervenire già nelle prossime leggi di bilancio, trasformando le richieste europee in atti concreti:

  • Inserimento dei posti in deroga nell’organico di diritto

  • Avvio di nuove campagne di assunzione a tempo indeterminato

  • Potenziamento dei percorsi di formazione, ma con garanzie di stabilità a valle

Eurouniversity: la risposta concreta a un sistema che non funziona

La gestione del sostegno in Italia ha mostrato tutti i suoi limiti. Le denunce europee e le carenze strutturali impongono un cambio di passo, non più rinviabile. In questo scenario, la formazione dei docenti specializzati diventa cruciale: non basta aumentare i numeri, serve garantire qualità, riconoscibilità e percorsi costruiti per durare.

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