Test di medicina 2024: un’odissea senza fine

Test di medicina 2024: un’odissea senza fine

La prima prova del test di ingresso a Medicina 2024 si è appena conclusa e i risultati evidenziano ancora una volta le problematiche di un sistema che, nonostante le recenti riforme, continua a ostacolare l’accesso alla facoltà di Medicina per migliaia di aspiranti medici. I numeri parlano chiaro: 62.279 studenti si sono cimentati nel test, concorrendo per 20.867 posti disponibili.

Un incremento rispetto agli anni precedenti, ma ancora lontano dal soddisfare la domanda e le aspettative degli aspiranti camici bianchi.

Sommario

Le domande del Test di medicina 2024

Le domande del test spaziano su vari ambiti, dalle competenze di lettura e ragionamento logico a biologia, chimica, matematica e fisica. Gli studenti hanno dovuto affrontare quesiti su argomenti specifici come il colesterolo, le coronarie, il lattosio, il benzene e il fenolo, ma anche su nozioni più generiche come il passaggio di una sostanza dallo stato solido a quello aeriforme e l’accelerazione media di una Ferrari SF90.

Alcuni quesiti sembrano fuori luogo, come quelli sulla Bibbia e i testi sacri, su Pasteur, e le vitamine. Un problema di logica richiedeva di calcolare quanto avrebbe speso Andrea in una panetteria, un esercizio che sembra più adatto a un corso di matematica delle scuole superiori che a un test di ingresso a Medicina.

Il commento della ministra Bernini

La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha commentato su X la prova, sottolineando lo sforzo organizzativo per consentire lo svolgimento del test dopo l’annullamento del sistema dei Tolc.

Bernini ha parlato di una “sfida” per garantire il test anche quest’anno, predisponendo una banca dati aperta e pubblica con domande e risposte. Tuttavia, queste parole non riescono a mitigare il malcontento generale tra i partecipanti, che vedono il sistema ancora inadeguato e ingiusto.

La testimonianza di Davide: una lettera che fa riflettere

Per comprendere meglio le difficoltà del sistema attuale, riportiamo integralmente la lettera di Davide, uno degli aspiranti medici che ha partecipato al test di ieri:

Ieri ho affrontato i test di ingresso per medicina e odontoiatria, e l’esperienza è stata tutt’altro che piacevole. A trent’anni, con una laurea in igiene dentale ottenuta con grande eccellenza accademica e quasi sei anni di esperienza clinica alle spalle, avevo sperato che la mia dedizione e il mio desiderio di crescere potessero bastare per avanzare nella mia carriera in odontoiatria. Eppure, mi ritrovo sconfitto dalla realtà: con le ‘poche conoscenze’ che possiedo purtroppo sono riuscito a rispondere in modo esatto a solo 26 domande… ignoro il significato di una litote e non sono in grado di calcolare l’accelerazione di una Ferrari. Forse, questa, sarà l’ultima volta che affronterò questo test, una prova che sembra sempre più distante dalle mie capacità e dai miei sogni. Purtroppo, in Italia, sembra impossibile costruirsi una carriera e inseguire le proprie ambizioni. La mia è quella di diventare un odontoiatra ma purtroppo temo non succederà mai.

Test di accesso a medicina: cambia tutto per non cambiare niente

La lettera di Davide è solo una delle tante testimonianze che evidenziano le criticità del sistema di selezione. Nonostante l’aumento dei posti disponibili, il test rimane una barriera insormontabile per molti. Le domande spesso appaiono poco pertinenti o troppo specifiche, penalizzando studenti che, pur avendo una buona preparazione, non riescono a eccellere in un esame che sembra misurare più la capacità di memorizzare nozioni che la reale competenza medica.

La scelta di introdurre una banca dati pubblica è stata accolta con favore da alcuni, ma criticata da altri per la sua scarsa qualità e per la mancanza di un vero processo selettivo basato sulle competenze. Il rischio è che il nuovo sistema proposto, pur eliminando il numero chiuso, non riesca a garantire una formazione adeguata, sovraffollando le università e abbassando il livello qualitativo degli studenti.

Conclusioni

In conclusione, il test di ingresso a Medicina in Italia continua a essere una prova controversa e discussa. Le recenti modifiche non sembrano aver risolto le criticità di un sistema che necessita di una riforma strutturale e profonda. La speranza è che il futuro possa portare a una selezione più equa e meritocratica, che permetta a tutti gli studenti motivati e preparati di realizzare il proprio sogno di diventare medici.

Per questo sempre più studenti si trovano a valutare l’opzione di studiare medicina all’estero. Studiare medicina all’estero è un’opzione accessibile e vantaggiosa per chi aspira a diventare medico. Con accesso aperto, alta qualità dell’istruzione, costi accessibili e opportunità globali, questa scelta offre molte prospettive interessanti.

Con i bandi per i test di ingresso in arrivo, considera l’opzione di studiare medicina in Bulgaria, Romania o Spagna.

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