Blog / Abilitazioni e Specializzazioni all'estero / Blog / Sentenza Storica della Corte di appello di Bari

Storica sentenza per i docenti abilitati all’estero. Nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Bari ha emesso una pronuncia di grande rilevanza sulle abilitazioni conseguite all’estero. Ha confermato per l’ennesima volta, la legittimità della decisione di consentire a una docente di mantenere il proprio incarico a tempo indeterminato, nonostante l’attesa di riconoscimento dell’abilitazione estera.
Il caso ha visto protagonista una docente che ha conseguito l’abilitazione in Romania. Una volta presentata la richiesta di riconoscimento del titolo in Italia, è stata ammessa con riserva al Concorso Fit, in conformità al D.D.G. 85/2018 del MIUR.
Tuttavia, nonostante ciò, l‘USR (Ufficio Scolastico Regionale) Puglia ha deciso di non conferirle un incarico a tempo indeterminato. Lo stesso USR ha motivato questa decisione sostenendo che la docente fosse stata inserita nella graduatoria con riserva, nonostante il successo nel Concorso.
Per questo motivo, la Corte d’Appello di Bari ha deciso di respingere la richiesta di sospensione del Ministero nei confronti della docente. garantendole, con una seconda sentenza, l’immissione in ruolo a tempo indeterminato.
La Corte ha evidenziato l’assenza di chiarezza riguardo al “fumus boni iuris” e al pericolo in mora. Il Ministero, dal canto suo, non ha fornito prove sullo stato del procedimento di riconoscimento del titolo estero, elemento chiave per risolvere l’incertezza sull’abilitazione della docente.
Questa decisione sottolinea per l’ennesima volta, che i titoli dei docenti abilitati all’estero soddisfano tutti i requisiti per partecipare al concorso e per essere immessi in ruolo, nonostante la riserva.
Inoltre, evidenzia che l’ammissione con riserva non impedisce l’immissione in ruolo a tempo indeterminato dopo il superamento delle prove, separando così, una volta per tutte, l’ammissione con riserva dal diritto di essere assunti a tempo indeterminato.
Conseguire l’abilitazione all’insegnamento o la specializzazione al sostegno in un paese dell’Unione Europea è una validissima alternativa al percorso previsto per i docenti in Italia.
Oltre ad un consistente risparmio economico, garantito dal più basso costo della vita dei paesi europei, l’ammissione non prevede requisiti imprescindibili come per il sistema italiano.
Allo stesso tempo i titoli conseguiti in Europa, quindi in Spagna e Romania, sono riconosciuti in Italia e permettono di esercitare la professione di docente nelle scuole dell’infanzia, scuole medie e nei licei.
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