Blog / Corsi di laurea all'estero / Con il Semestre Filtro torna la DAD? Tutte le contraddizioni della riforma dell’accesso a Medicina

Il nuovo accesso al corso di Laurea in Medicina tramite semestre filtro ha suscitato grande attesa, ma a poche settimane dall’avvio la realtà è ben diversa.
Le ultime notizie provenienti dagli atenei italiani rivelano un sistema fragile, impreparato e potenzialmente fallimentare. Mancano le aule e i laboratori per poter accogliere la grande mole di studenti che si iscriverà al semestre filtro. Il risultato? Un vero e proprio caos organizzativo, con la possibilità concreta che le lezioni del primo semestre debbano svolgersi online.
L’obiettivo dichiarato era un sistema più inclusivo e meritocratico, ma stiamo andando verso un percorso costellato di distorsioni strutturali e contraddizioni che peggioreranno sensibilmente la qualità della didattica.
Diversi atenei – tra cui Catania, Parma, Milano, Padova e Palermo – hanno già deciso per una modalità prevalentemente telematica. Catania ha annunciato lezioni sincrone di sei ore al giorno, su piattaforme virtuali, dal 1° settembre al 7 novembre. All’Università di Napoli Federico II le prime cinque settimane saranno in presenza, ma dal 6 ottobre tutto si sposterà online.
Il semestre filtro era stato presentato come un momento di “prova pratica” frontale, per valutare la vocazione degli studenti e offrire a questi ultimi tutti gli strumenti didattici necessari per superare i primi tre esami. Non andrà così. Al contrario, atenei come Milano prevedono solo 30 ore in aula a settembre, integrate con 45 ore di contenuti asincroni.
Si crea così un cortocircuito tra la volontà di selezionare “in presenza” e una realtà formativa che privilegia video, carichi di studio individuale e una gestione distante e impersonale. Il risultato è una formazione frammentata, che danneggia la preparazione e l’interazione necessarie per gli aspiranti medici.
Per formare un medico servono laboratori, confronto interpersonale, pratica clinica come succede all’estero. Le università italiane, al contrario, si apprestano a offrire una didattica prevalentemente digitale, con l’accesso ai libri di testo da casa e nessuna compensazione in termini strutturali.
A questo si aggiunge la disparità tra studenti che dispongono di connessioni veloci e ambienti tranquilli e quelli che non li hanno. La frequenza obbligatoria – richiesta su Zoom con webcam – amplifica queste differenze, penalizzando le situazioni economiche più deboli e allargando il digital divide.
Per chi vuole diventare medico senza correre il rischio di formazione disomogenea e appiattita, studiare Medicina all’estero è oggi una soluzione solida e credibile:
Il semestre filtro, così com’è stato organizzato, rinuncia alla sua vocazione formativa per inseguire una selezione logistica, sacrificando la qualità e l’equità del percorso. In questo scenario, Eurouniversity offre percorsi di Medicina all’estero con didattica solida, strutture adeguate e tempi certi.
Se il tuo obiettivo è diventare medico con consapevolezza e regolarità, l’opzione estera è oggi più che mai la scelta intelligente.
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