Riconoscimento dell'Abilitazione Estera: La Direttiva n. 2005/36/CE

Riconoscimento dell'Abilitazione Estera La Direttiva n. 2005:36:CE

Nel panorama dell’istruzione europea, la recente Sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) Abruzzo, Sezione I, datata 16 gennaio 2024, n. 22, ha delineato chiaramente le linee guida in merito al riconoscimento delle abilitazioni estere secondo la direttiva n. 2005/36/CE.

Riconoscimento dell'Abilitazione conseguita all'estero: il caso

La questione ha avuto origine da un caso specifico: una laureata in matematica, in attesa del riconoscimento ministeriale del titolo abilitante ottenuto in Bulgaria, è stata ammessa con riserva al concorso secondaria 2018. Nonostante avesse superato le prove richieste, è stata esclusa dal concorso in base alla nota MIUR n. 9014/2018, che richiedeva l’abilitazione all’insegnamento. Contestualmente, la laureata ha impugnato anche la nota MIUR che negava il riconoscimento delle abilitazioni all’insegnamento ottenute in Bulgaria senza l’attestazione di un anno di esperienza professionale nelle scuole statali bulgare nei precedenti dieci anni.

Il TAR ha accolto il ricorso richiamando le motivazioni del Consiglio di Stato, che ha ritenuto contrastanti con l’ordinamento interno e comunitario le decisioni del MIUR che negano il riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite in Bulgaria. Il principio cardine sottolineato è che gli Stati membri sono tenuti a riconoscere automaticamente i titoli, come stabilito dalla direttiva n. 2005/36/CE, se rilasciati in un altro Stato membro, a patto che la durata, il livello e la qualità dei percorsi siano equivalenti a quelle delle formazioni continue a tempo pieno (Consiglio di Stato, sez. VI, n. 661/21).

Il processo di Riconoscimento: gli sviluppi

Il Ministero ha basato la sua decisione su una valutazione della nozione di “attività regolamentata” da parte dell’Autorità Bulgara in materia di titoli professionali per l’accesso all’insegnamento. Questa nota, secondo il TAR, non ha effettuato una corretta comparazione tra la qualificazione ottenuta per l’esercizio della professione di insegnamento e quella richiesta dall’ordinamento interno. Di conseguenza, è stata considerata in contrasto con i principi di libera circolazione dei lavoratori nell’Unione Europea, la direttiva CE 2005/36 e il d.lgs. n. 206/07 che l’ha recepita.

Il TAR ha pertanto annullato il provvedimento di esclusione e la graduatoria per il conferimento degli incarichi di insegnamento nella Regione Abruzzo della classe di concorso A0 28, sottolineando la necessità di verificare la corrispondenza del titolo abilitante conseguito in Bulgaria con lo standard formativo richiesto dall’ordinamento interno.

La sentenza del Tar

Il Ministero ha basato la sua decisione su una valutazione della nozione di “attività regolamentata” da parte dell’Autorità Bulgara in materia di titoli professionali per l’accesso all’insegnamento. Questa nota, secondo il TAR, non ha effettuato una corretta comparazione tra la qualificazione ottenuta per l’esercizio della professione di insegnamento e quella richiesta dall’ordinamento interno. Di conseguenza, è stata considerata in contrasto con i principi di libera circolazione dei lavoratori nell’Unione Europea, la direttiva CE 2005/36 e il d.lgs. n. 206/07 che l’ha recepita. Il TAR ha pertanto annullato il provvedimento di esclusione e la graduatoria per il conferimento degli incarichi di insegnamento nella Regione Abruzzo della classe di concorso A0 28, sottolineando la necessità di verificare la corrispondenza del titolo abilitante conseguito in Bulgaria con lo standard formativo richiesto dall’ordinamento interno.

Conclusioni

Ottenere la specializzazione al sostegno o l’abilitazione all’insegnamento all’estero presenta diversi vantaggi rispetto a partecipare al concorso docenti in Italia:

  1. Certezza dell’abilitazione: Diversamente dal concorso italiano, all’estero ogni studente ha la certezza di abilitarsi nei tempi stabiliti.

  2. Processi di selezione alternativi: Alcuni paesi potrebbero avere procedure di selezione diverse o meno competitive rispetto ai concorsi in Italia, offrendo una via più accessibile per ottenere l’abilitazione.

  3. Possibilità di insegnare in lingua straniera: Ottenere l’abilitazione all’estero consente di insegnare in lingua straniera, ampliando le opportunità di lavoro e migliorando le competenze linguistiche.

  4. Riconoscimento internazionale delle qualifiche: Le nostre abilitazioni ottenute all’estero sono riconosciute a livello internazionale, facilitando la mobilità professionale in diverse parti del mondo.

È importante considerare questi aspetti in base alle proprie preferenze e obiettivi di carriera prima di prendere una decisione.

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