Professioni Sanitarie 2026: 68mila domande per 33.958 posti. Le alternative per chi resta fuori

Perché migliaia di insegnanti rinunciano al posto fisso al Nord

Il 16 settembre 2026 è stata la data clou per 68mila studenti italiani: quel giorno si è svolto il test di ammissione ai 22 corsi di laurea delle professioni sanitarie, per un totale di 33.958 posti disponibili nelle 50 università italiane che li hanno messi a bando. Un rapporto di quasi 2 candidati per ogni posto disponibile, e in alcuni corsi, come Fisioterapia, la pressione è ancora più alta, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore.

Numeri che raccontano una tendenza chiara: dopo anni di flessione, le domande per Infermieristica sono tornate a crescere, e insieme a loro salgono le richieste per Fisioterapia, Ostetricia, Igiene dentale e Tecniche di laboratorio biomedico. Sempre più giovani italiani guardano al settore sanitario come sbocco professionale solido, ma il sistema a numero chiuso resta un collo di bottiglia difficile da superare per la maggior parte dei candidati.

Sommario

Il problema resta lo stesso: pochi posti, tanta domanda

Con circa 34mila posti a fronte di 68mila domande, è statisticamente inevitabile che circa la metà dei candidati resti fuori, indipendentemente dalla preparazione. Non è un problema di merito: ogni anno migliaia di studenti motivati, con basi solide in biologia e chimica, restano esclusi solo per un problema di disponibilità dei posti nei singoli atenei e nei singoli corsi.

Per chi si ritrova in questa situazione, la domanda successiva è quasi automatica: e adesso? Aspettare un anno e ritentare il test, ripiegare su un corso diverso da quello desiderato, o guardare altrove?

Studiare le professioni sanitarie all'estero: un'alternativa concreta

Sempre più studenti italiani scelgono una quarta strada: proseguire lo stesso percorso di studi, Infermieristica, Fisioterapia, Odontoiatria, Medicina e molti altri corsi sanitari, in un ateneo europeo con un sistema di ammissione più trasparente e meno legato alla scarsità dei posti. Albania, Romania, Spagna, Bulgaria, Cipro e Slovacchia sono oggi tra le mete più scelte dagli studenti italiani, ciascuna con caratteristiche diverse in termini di costi, lingua e vicinanza all’Italia.

Tra le destinazioni più scelte c’è Košice, in Slovacchia, sede della Pavol Jozef Šafárik University (UPJS): una facoltà di Medicina tra le prime 250 in Europa, con corsi in lingua inglese attivi dal 1992 e un’offerta che copre l’intero ambito sanitario.

Chi cerca invece un costo della vita più contenuto o un volo più breve dall’Italia può valutare Albania e Romania, dove sono disponibili anche Infermieristica, Fisioterapia e Igiene Dentale, oppure la Spagna, che copre praticamente l’intero ventaglio di corsi sanitari, Veterinaria e Farmacia comprese.

In tutti questi paesi, a differenza del sistema italiano, l’ammissione segue in genere regole più trasparenti e uguali per tutti. Niente graduatorie legate al numero di domande ricevute, niente attese sul risultato dei bandi ministeriali: chi si prepara con metodo sa esattamente cosa lo aspetta.

E il titolo? Le lauree conseguite in questi atenei europei sono pienamente riconosciute in Italia e in tutta l’Unione Europea, grazie alla Direttiva 2005/36/CE e al Processo di Bologna, con lo stesso valore legale di una laurea conseguita in un ateneo italiano, sia per l’esercizio della professione sia per l’accesso a master e specializzazioni.

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Cosa fare ora se non sei entrato al test

 Se il 16 settembre non è andato come speravi, hai ancora tempo per valutare le tue opzioni senza perdere un anno accademico. Le finestre di ammissione nelle università europee seguono calendari diversi da quelli italiani, e in molti casi è ancora possibile candidarsi per l’anno accademico in corso.

Eurouniversity segue ogni anno centinaia di studenti italiani in questo percorso: dall’orientamento sulla scelta del corso e dell’ateneo, alla preparazione mirata per il test d’ammissione, fino all’assistenza burocratica per l’iscrizione e, al termine degli studi, al riconoscimento del titolo in Italia.

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