Blog / Corsi di laurea all'estero / Professioni sanitarie 2026: 38.184 posti a bando, ma sono davvero alla portata di tutti?

Il Ministero dell’Università ha reso ufficiali i numeri per l’anno accademico 2026/2027: 38.184 posti riservati a candidati italiani, comunitari e non comunitari residenti in Italia, distribuiti tra le 50 università (41 statali e 9 non statali) che offrono corsi di laurea nelle 22 professioni sanitarie, dagli infermieri ai fisioterapisti, dai tecnici di radiologia ai logopedisti. Rispetto allo scorso anno i posti crescono del 3,6%, e le domande di ammissione vanno presentate entro il 10 settembre, con la prova fissata per il 16 settembre.
Sulla carta è una buona notizia: più posti, più corsi (da 499 a 502), più possibilità di diventare un professionista sanitario. Ma i dati che stanno emergendo in questi giorni raccontano una storia più complessa, ed è proprio questa la parte che vale la pena guardare con attenzione prima di scegliere come muoversi nelle prossime settimane.
Il numero dei posti però, rivela solo una parte della storia. Quello che conta davvero è il reale numero dei candidati per quei posti. Così le cose cambiano parecchio a seconda del corso che hai in mente.
Partiamo da Infermieristica: da sola copre più della metà dei posti totali, circa 20.700, ed è anche il corso dove la corsa si sta un po’ allentando. Lo scorso anno le domande sono calate di circa l’11% rispetto all’anno prima, al punto che i candidati sono scesi sotto il numero di posti disponibili. In parole povere, nei corsi con un maggior numero di posti disponibili potrebbero rimanere alcuni posti liberi.
Per altri corsi vale l’esatto contrario. Fisioterapia resta uno dei percorsi più contesi tra tutte le professioni sanitarie, con diversi candidati per ogni posto disponibile, un rapporto che non si avvicina neanche lontanamente a quello di Infermieristica.
Stesso discorso per Logopedia, Ostetricia e Igiene dentale, ancora molto richieste in tanti atenei.
Quindi, se il tuo obiettivo è Infermieristica in un ateneo con molti posti a disposizione, le tue chance oggi sono probabilmente migliori rispetto al passato. Se invece punti a Fisioterapia, Logopedia o a un corso specifico in un ateneo gettonato (le grandi città continuano ad attirare più domande), la selezione resta tosta come sempre.
Chi vuole tentare l’ammissione tramite il canale italiano ha pochi giorni a disposizione. Ogni ateneo pubblica un proprio bando con scadenze e modalità di iscrizione, capita che, all’interno della finestra generale, le singole università anticipino la propria scadenza, quindi il primo passo è controllare con attenzione il bando dell’ateneo scelto, non solo il decreto ministeriale nazionale.
Per chi si sta preparando alla prova del 16 settembre, sul blog trovi anche la guida completa con struttura del test, punteggi, programma per materia e criteri di graduatoria: Test Professioni Sanitarie 2026: data, bando, posti, domande.
Ma proprio perché i numeri raccontano una selezione ancora molto disomogenea tra corso e corso, sempre più famiglie iniziano a chiedersi se il test di settembre debba essere davvero l’unica strada.
In diversi paesi europei, Spagna e Romania su tutti, l’accesso ai corsi equivalenti alle professioni sanitarie italiane non passa da un test nazionale identico per tutti i candidati, con penalità per gli errori e un’unica data disponibile all’anno. Le modalità più diffuse sono:
Questo non significa che l’ammissione sia automatica, ma che il meccanismo di selezione è diverso: niente graduatoria unica su 60 domande a risposta multipla in una sola mattina di settembre, e tempistiche di iscrizione spesso più flessibili.
Il titolo è riconosciuto in Italia? Sì, se conseguito in un’università riconosciuta all’interno dello Spazio Economico Europeo e nel rispetto della Direttiva 2005/36/CE, che fissa i requisiti minimi di formazione teorica e pratica per le professioni sanitarie regolamentate. Una volta laureati, si avvia una procedura di riconoscimento professionale per esercitare la professione regolarmente in Italia.
Anche chi si sente pronto per il test del 16 settembre ha un buon motivo per informarsi comunque su un piano alternativo: le graduatorie italiane si giocano su pochi decimi di punto, e non sempre il risultato dipende solo dalla preparazione. Sapere in anticipo come funziona l’ammissione in un’università europea, requisiti, lingua, costi reali, tempi di riconoscimento del titolo, significa arrivare a fine settembre con un piano già pronto, invece di iniziare a informarsi da zero solo dopo un esito negativo.
È esattamente il tipo di percorso che Eurouniversity segue ogni giorno insieme a migliaia di studenti italiani: dalla scelta dell’ateneo e del corso più adatto, fino all’immatricolazione, al tutoraggio in loco e al riconoscimento del titolo in Italia.
Il punto è questo: laurearsi in Infermieristica, Fisioterapia o in qualsiasi altra professione sanitaria non è un traguardo che dipende da un’unica mattina di settembre. Un’università europea riconosciuta ti offre lo stesso titolo, spendibile in Italia, con un percorso di ammissione più prevedibile, tempi di iscrizione meno rigidi e, spesso, un ateneo che ti segue passo passo fin dal primo giorno.
Che tu stia già pensando a un piano B o voglia semplicemente sapere cosa c’è oltre confine prima di decidere, vale la pena guardare quali corsi sono disponibili e come funziona davvero l’iscrizione.
Scopri i corsi di laurea sanitari all’estero e confronta atenei, requisiti d’ammissione e vantaggi di ogni percorso: dalla possibilità di iniziare a studiare senza il vincolo del test a risposta multipla, al supporto concreto in loco durante tutto il percorso universitario, fino al riconoscimento del titolo in Italia a laurea conseguita.
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