Doppio canale per il reclutamento dei docenti: 50% concorsi, 50% GPS. La proposta che punta a stabilizzare i precari

Doppio canale per il reclutamento dei docenti: 50% concorsi, 50% GPS. La proposta che punta a stabilizzare i precari

Il dibattito sul reclutamento del personale docente torna al centro dell’agenda politica con una proposta che, negli ultimi mesi, ha guadagnato consenso trasversale tra sindacati, comitati di precari e forze parlamentari: il doppio canale. L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: affiancare al concorso pubblico, canale storico di accesso al ruolo, un secondo percorso strutturale basato sulle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), destinato a valorizzare l’esperienza già maturata da migliaia di insegnanti con contratti a tempo determinato.

Sommario

Il principio: due canali, non due eserciti contrapposti

Il punto di equilibrio proposto è netto: 50% delle immissioni in ruolo tramite concorso e 50% tramite GPS (o attraverso la loro trasformazione in GPSR, Graduatorie Provinciali per le Supplenze e i Ruoli). Non un sistema alternativo al concorso, ma un meccanismo complementare, pensato per evitare che una categoria di aspiranti docenti venga messa in competizione con l’altra, concorsisti da un lato, precari storici dall’altro, nella corsa agli stessi posti.

Perché se ne parla ora: il DDL Bucalo

Il veicolo normativo principale di questa riforma è il Disegno di Legge S. 545, a prima firma della senatrice Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), attualmente all’esame della 7ª Commissione Cultura del Senato. Il testo prevede che il 50% delle immissioni in ruolo venga effettuato attingendo alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, estendendo il meccanismo anche ai posti comuni, mentre l’altra metà continuerebbe a essere coperta tramite i concorsi ordinari. L’obiettivo dichiarato è rendere strutturale il canale delle GPS, superando la logica degli interventi straordinari adottati negli ultimi anni per fronteggiare la carenza di personale.

Il provvedimento, dopo la chiusura della discussione generale, è entrato nella fase degli emendamenti, primo passo prima del voto in commissione e in Aula.

Il nodo politico: dove si annidano i vincoli

Non tutti i testi in circolazione garantiscono, però, la parità di condizioni tra i due canali. Il Coordinamento Docenti Precari ha chiesto che l’articolo 1 del DDL venga emendato, perché nella formulazione attuale le assunzioni da GPS sarebbero condizionate all’esaurimento dei posti vacanti residui dei concorsi, anziché avvenire in parallelo secondo la quota del 50%. Una differenza tutt’altro che tecnica: se le GPS restano un canale “residuale”, il doppio binario rischia di trasformarsi in una promessa solo sulla carta.

La richiesta del Coordinamento si richiama esplicitamente al principio del doppio canale di reclutamento introdotto storicamente, fondato sull’equilibrio effettivo tra canale concorsuale e canale delle graduatorie, non su una gerarchia tra i due.

Cosa cambierebbe per i docenti in GPS

Al di là della quota, la riforma ridefinisce anche la natura del rapporto di lavoro. Per i docenti inseriti nelle GPS, il contratto non sarebbe più una semplice supplenza annuale, ma un “contratto finalizzato al ruolo”, con un anno obbligatorio di formazione e prova seguito da una verifica professionale finale per la conferma definitiva in ruolo. Una trasformazione che intende dare sostanza, e non solo forma, alla stabilizzazione promessa da anni.

I numeri del precariato e i precedenti giuridici

Il tema non è nuovo: il sistema del doppio canale aveva già ricevuto un riconoscimento favorevole dalla Corte Costituzionale nel 2016, ma è rimasto di fatto bloccato per anni a causa delle procedure concorsuali straordinarie imposte dal PNRR. Con la fase più intensa del Piano ormai in esaurimento, sindacati come l’ANIEF sostengono che sia arrivato il momento di tornare a una gestione ordinaria e strutturale del reclutamento, anche alla luce di casi limite — come quello di un docente di religione che, dopo diciannove anni di supplenze, ha ottenuto un risarcimento superiore a 65mila euro per abuso di contratti a termine.

Le prossime tappe

Il calendario resta il vero terreno di scontro. Da un lato la politica discute la calendarizzazione degli emendamenti al DDL Bucalo; dall’altro il Ministero dell’Istruzione avrebbe segnalato uno stop tecnico di almeno un anno per i nuovi concorsi a partire dal 2026, un elemento che rende ancora più urgente, secondo i comitati dei precari, l’approvazione rapida di un impianto normativo definitivo e non più affidato a misure emergenziali.

Come possiamo aiutarti

Che l’immissione in ruolo arrivi tramite concorso o tramite GPS/GPSR, un elemento resta comune a entrambi i percorsi: titoli, abilitazioni e specializzazioni continueranno a fare la differenza, sia per il punteggio in graduatoria sia per superare le prove concorsuali. Con Eurouniversity puoi conseguire online i titoli più richiesti dalla normativa scuola — dal PF24/PFP per l’abilitazione, ai master abilitanti e di specializzazione, fino ai corsi di specializzazione sul sostegno — senza fermare la tua attività di insegnamento. 

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