Decreto Milleproroghe 2026: prorogata al 2027 la deroga al riconoscimento della lauree estere

Decreto Milleproroghe 2026

Con il decreto Milleproroghe e la Legge Flussi, i professionisti sanitari in possesso di titolo estero possono esercitare in Italia senza attendere l’equipollenza, almeno fino al 31 dicembre 2027. Ecco cosa cambia, chi ne beneficia e quali adempimenti sono ora obbligatori.

Sommario

Il quadro normativo: cosa prevede la proroga

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge Milleproroghe 2026, il tradizionale provvedimento di fine anno che interviene su numerose scadenze normative. Tra le misure più rilevanti in ambito sanitario, spicca la proroga – dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2027 – della deroga al riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie conseguite all’estero.

La misura è contenuta all’articolo 2, comma 8-bis della Legge Flussi (legge 187/2024), pubblicata in Gazzetta Ufficiale, e si fonda sul meccanismo introdotto dall’articolo 13 del decreto-legge n. 18 del 2020. Viene contestualmente prorogata anche la disciplina dell’articolo 15, commi 1 e 4, del decreto-legge n. 34 del 2023, che consente l’esercizio temporaneo di professioni mediche e sanitarie in base a qualifiche ottenute fuori dai confini nazionali.

La ratio della norma è esplicita: fronteggiare la grave carenza di personale sanitario e socio-sanitario che si registra sul territorio nazionale, garantendo un accesso più rapido al mercato del lavoro per i professionisti già formati all’estero.

Chi può beneficiarne e come funziona concretamente

Grazie alla proroga, un professionista sanitario, si pensi a un medico, un infermiere o un igienista dentale laureato all’estero, che abbia presentato domanda di riconoscimento al Ministero della Salute italiano ma sia ancora in attesa di risposta, potrà esercitare la propria attività su tutto il territorio nazionale senza dover attendere l’equipollenza del titolo.

La procedura è semplificata: sarà sufficiente presentare una comunicazione alla Regione di riferimento corredata dal certificato di iscrizione all’albo del Paese di provenienza. È la Regione, e non il Ministero, a rilasciare il riconoscimento in deroga, attraverso una procedura accelerata che non prevede la preventiva verifica da parte degli Ordini professionali.

Il contratto di lavoro potrà essere sia libero-professionale sia subordinato, anche di durata superiore a tre mesi e rinnovabile. Le strutture beneficiarie includono ospedali e strutture sanitarie o socio-sanitarie, sia pubbliche che private, convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale.

Nuovi obblighi e sanzioni: le novità del Milleproroghe

Una delle principali novità introdotte dal Milleproroghe riguarda gli adempimenti obbligatori a carico del professionista. Chi ottiene il riconoscimento in deroga da parte della Regione è ora tenuto a comunicarlo all’Ordine professionale competente, indicando anche la denominazione della struttura sanitaria presso cui svolge la propria attività.

In caso di mancata comunicazione, è prevista la sospensione del riconoscimento fino alla regolarizzazione della posizione. Si tratta di una misura volta a garantire una maggiore trasparenza e tracciabilità dei professionisti che operano in regime derogatorio.

Reclutamento di personale straniero: le implicazioni pratiche

La proroga apre concretamente la strada al reclutamento di personale medico e infermieristico proveniente da Paesi extra-UE. Le strutture sanitarie pubbliche e private potranno ingaggiare questi professionisti con procedure accelerate, potenzialmente estendibili fino al 2029 per alcune categorie.

Il quadro si completa con le disposizioni del Testo Unico sull’Immigrazione (d.lgs. n. 286 del 1998): fino al 31 dicembre 2027 si applicano gli articoli 27 e 27-quater — relativi rispettivamente all’ingresso in casi particolari e all’ingresso per lavoratori altamente qualificati — anche al personale medico e infermieristico assunto in regime derogatorio.

Il contesto: perché questa misura è necessaria

Il SSN sconta da anni una carenza strutturale di personale. Il decreto Milleproroghe agisce su più fronti: oltre alla deroga per i titoli esteri, interviene sulle stabilizzazioni del personale assunto durante la pandemia (per chi ha prestato servizio almeno 18 mesi, di cui 6 nel periodo gennaio 2020–fine 2026), sull’utilizzo di medici specializzandi per recuperare le liste d’attesa, e sulla possibilità di trattenere in servizio dirigenti SSN fino ai 68 anni.

In questo contesto, la proroga della deroga per i titoli esteri rappresenta uno degli strumenti più immediati a disposizione delle Regioni per coprire i vuoti di organico, in attesa che i percorsi ordinari di riconoscimento e formazione producano i loro effetti.

In sintesi: cosa sapere

La proroga è in vigore fino al 31 dicembre 2027. I professionisti con titolo estero possono esercitare previa comunicazione alla Regione, senza attendere il riconoscimento ministeriale. Il contratto può essere libero-professionale o subordinato, anche superiore a tre mesi e rinnovabile. È ora obbligatorio comunicare all’Ordine competente l’avvenuto riconoscimento regionale e la struttura di riferimento. La mancata comunicazione comporta la sospensione del riconoscimento. Le strutture sanitarie — pubbliche e private convenzionate con il SSN — possono attingere a questo bacino di professionisti con procedure accelerate.

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