Abilitazioni e specializzazioni conseguite all’estero: il caso arriva al parlamento UE

Abilitazioni e specializzazioni conseguite all’estero il caso arriva al parlamento UE

In un contesto educativo globale in continua evoluzione, la questione dell’equipollenza delle abilitazioni e specializzazioni acquisite all’estero emerge con prepotenza.

Sono infatti, sempre di più gli aspiranti docenti formatisi oltre i confini nazionali, intrappolati in un limbo burocratico, causato dai ritardi del Ministero dell’Istruzione italiano e dall’apparente disallineamento con le direttive europee.

In questo articolo, approfondiremo le sfaccettature di questo complesso scenario e le sue ripercussioni sul panorama educativo in Italia, concentrandoci sulle petizioni presentate dall’On. Lucia Vuolo.

Nella giornata di ieri, il 24 gennaio, la Commissione Petizioni del Parlamento europeo ha affrontato questa problematica, mettendo in luce due petizioni portate avanti dall’eurodeputata di Forza Italia.

Equipollenza Abilitazioni e specializzazioni conseguite all’estero

Il cuore della questione riguarda il mancato riconoscimento dei titoli di studio esteri in Italia, coinvolgendo circa 20mila docenti “messi in coda ad una graduatoria”. L’ordinanza del 7 maggio 2022 ha creato una situazione in cui i docenti non possono avanzare nella graduatoria. In risposta a ciò, la Commissione ha inviato una lettera al Ministero dell’Istruzione italiano, richiedendo il rispetto dei principi sanciti nei Trattati, regolamenti e direttive europee.

La discussione in commissione ha evidenziato due petizioni che coinvolgono circa 20mila laureati italiani che hanno scelto di conseguire titoli abilitativi all’insegnamento in Europa. Il Ministero dell’Istruzione italiano ha adottato un’interpretazione restrittiva dell’equipollenza in Italia, bloccando di fatto i docenti abilitati. Lucia Vuolo ha sottolineato l’urgente necessità di risolvere questa situazione, evidenziando i tempi biblici di riconoscimento dei titoli esteri e l’orientamento legislativo italiano, apparentemente in contrasto con i trattati europei e le sentenze della giustizia amministrativa italiana.

La pronuncia del Parlamento Europeo

Nella giornata di ieri, il Vicepresidente della Commissione Petizioni del Parlamento europeo, l’On. Peter Jahr, dopo aver ascoltato l’Onorevole Vuolo, ha sottolienato la mancanza di volontà politica da parte dell’Italia nel risolvere questo problema, annunciando l’intenzione di scrivere una lettera formale. Questa decisione è stata presa all’unanimità dai gruppi politici presenti.

L’Onorevole Vuolo ha commentato positivamente questa unanimità, affermando che conferma l’importanza professionale e umana dei principi espressi nelle petizioni. Ha espresso soddisfazione per il fatto che finalmente il Ministero dell’Istruzione italiano dovrà spiegare i criteri adottati per il riconoscimento dei titoli esteri e fornire garanzie sui lunghi tempi di attesa, che attualmente costringono quasi 20 mila docenti abilitati a rimanere a casa.

 

Conclusioni

Ottenere la specializzazione al sostegno o l’abilitazione all’insegnamento all’estero presenta diversi vantaggi rispetto a partecipare al concorso docenti in Italia:

  1. Certezza dell’abilitazione: Diversamente dal concorso italiano, all’estero ogni studente ha la certezza di abilitarsi nei tempi stabiliti.

  2. Processi di selezione alternativi: Alcuni paesi potrebbero avere procedure di selezione diverse o meno competitive rispetto ai concorsi in Italia, offrendo una via più accessibile per ottenere l’abilitazione.

  3. Possibilità di insegnare in lingua straniera: Ottenere l’abilitazione all’estero consente di insegnare in lingua straniera, ampliando le opportunità di lavoro e migliorando le competenze linguistiche.

  4. Riconoscimento internazionale delle qualifiche: Le nostre abilitazioni ottenute all’estero sono riconosciute a livello internazionale, facilitando la mobilità professionale in diverse parti del mondo.

È importante considerare questi aspetti in base alle proprie preferenze e obiettivi di carriera prima di prendere una decisione.

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